Ipoclorito di sodio

L'ipoclorito di sodio e' un composto che puo' essere efficacemente usato per la depurazione dell'acqua. E' usato su larga scala per applicazioni industriali, candeggiamento, rimozione degli odori e disinfezione dell'acqua.

Quando fu scoperto l'ipoclorito di sodio?

L'ipoclorito del sodio ha una storia lunga. Intorno al 1785 il francese Berthollet sviluppo' agenti di candeggiamento liquidi basati sull'ipoclorito del sodio. L'azienda Javel introdusse questo prodotto e lo chiamo' 'Liquore di Javel'. Inizialmente fu usato per candeggiare il cotone. A causa delle sue specifiche caratteristiche si trasformo' presto in un composto popolare. L'ipoclorito può rimuovere macchie dai vestiti a temperatura ambiente. In Francia, l'ipoclorito del sodio ancora è conosciuto come 'Eau de Javel'.

Quali sono le caratteristiche dell'ipoclorito di sodio?

L'ipoclorito del sodio è una soluzione chiara, legermente giallastra con un odore caratteristico, la sua densità relativa è pari a 1.1 (5.5% di soluzione acquosa). 
Come agente candeggianteo per consumo domestico esso contiene solitamente il 5% di sodio ipoclorito (con un 
pH di circa 11, è irritante). Se è piu' concentrato, contiene ipoclorito del sodio in concentrazione pari a 10-15% (con un pH di intorno 13, brucia ed è corrosivo). 
L'ipoclorito di sodio è instabile. Il cloro evapora ad una velocita' di 0.75 grammi di cloro attivo al giorno dalla soluzione. Quindi l'ipoclorito di sodio riscaldato si disintegra. Questo avviene anche quando l'ipoclorito di sodio entra in contatto con acidi, luce solare, determinati metalli e gas tossici e corrosivi, compreso cloro gassoso. L'ipoclorito del sodio è un forte ossidatore e reagisce con composti e riduttori infiammabili. La soluzione di ipoclorito del sodio è una base debole infiammabile. 
Queste caratteristiche devono essere tenute presente durante il trasporto, l'immagazzinamento e l'uso dell'ipoclorito di sodio.

Cosa succede al pH quando viene aggiunto ipoclorito di sodio all'acqua?

A causa della presenza di soda caustica nell'ipoclorito di sodio, il pH dell'acqua aumenta. Quando l'ipoclorito di sodio si dissolve in acqua, si formano due sostanze, che agiscono per ossidazione e disinfezione. Esse sono l'acido ipocloroso (HOCl) e lo ione ipoclorito (OCl-) meno attivo. Il pH dell'acqua determina quanto acido ipocloroso è formato. Mentre viene usato ipoclorito di sodio, l'acido acetico (HCl) è usato per abbassare il pH. L'acido solforico (H2SO4) può essere usato come alternativa all'acido acetico. Quando viene usato l'acido solforico vengono prodotti meno gas nocivi. L'acido solforico è un acido forte che reagisce fortemente con le basi e che è molto corrosivo.

Quali sono gli effetti dell'ipoclorito di sodio sulla salute?

Esposizione

Non c'è un valore soglia per l'esposizione all'ipoclorito di sodio, gli effetti sulla salute si presentano dopo esposizione. La gente è esposta all'ipoclorito di sodio attraverso l'inalazione degli aerosol. Ciò causa tosse e gola irritata. Dopo ingerimento gli effetti sono mal di stomaco, una sensazione di bruciore, tosse, diarrea, gola irritata e vomito. L'ipoclorito del sodio sulla pelle o sugli occhi causa rossore e dolore. Dopo un'esposizione prolungata, la pelle può diventare sensibile. L'ipoclorito del sodio è tossico per gli organismi acquatici. È mutageno e molto tossico quando entra in contatto con i sali dell'ammonio.E’ opportuno comunque indossare occhiali di sicurezza per
evitare che eventuali schizzi provocati dall’effervescenza della soluzione possano entrare in
contatto con gli occhi o le mucose.

 * Modalità e concentrazioni d’uso.
Come accennato nel paragrafo precedente, le soluzioni di ipoclorito sono instabili e tendono a perdere il cloro nel tempo. Per questo motivo, durante le emergenze, non avendo mezzi di misura per poterne verificare la concentrazione nella materia prima, è bene sovradosarlo di almeno il 50%
quando si preparano le soluzioni disinfettanti. Le soluzioni devono essere utilizzate immediatamente dopo la preparazione.

Se pensiamo, alla comune candeggina acquistata, già nello stoccaggio, con il calore, perde il 50% della sua efficacia, considerando che quando la si utilizza la si diluisce, la soluzione che se ne ricava è praticamente insufficiente, per poter disinfettare accuratamente una superfici, in effetti se si vuole svolgere tale operazione, di dovrà acquistare cloro in polvere.

Ciascuna compressa effervescente da 3,8 grammi di DL CLORO COMPRESS contiene circa 2,13 grammi di principio attivo (dicloro isocianurato al 56%).

PROPRIETA’ :

Grazie al confezionamento in compresse il prodotto risulta essere molto economico nel suo utilizzo.

Lo stoccaggio è estremamente ridotto in termini di spazio visto che da una confezione da 1 kg si ottengono grandi quantità di prodotto da utilizzare. Al contrario dei prodotti a base cloro in soluzione la compressa consente una grande stabilità nel tempo  circa la sua conservazione; ne deriva un prodotto in soluzione molto più costante dei prodotti venduti in soluzione (il cloro, lo ricordiamo è un elemento molto sensibile al calore ed alla luce del sole) e grazie anche al tappo a pressione.

Questo tipo di confezionamento riduce di molto il consumo di plastica in funzione del prodotto in soluzione da utilizzare. E’ possibile utilizzare il preparato ottenuto nei piani a norma HACCP.  

DOSAGGI  E  MODALITA’  D’USO

Per ottenere il prodotto in soluzione basta immettere da 1 a 3 compresse in un litro d’acqua, a secondo dell’utilizzo che necessita. Prima di utilizzare il preparato attendere che le compresse abbiano finito l’effetto effervescente; la fine della reazione stabilisce anche che è avvenuto il completa scioglimento delle compresse stesse.